Il Pirasca è un vino che affonda le sue radici in una tradizione antichissima, capace di unire il fascino del mare alla cultura millenaria della viticoltura mediterranea. La sua peculiarità risiede in un processo unico e suggestivo: le uve, prima di essere vinificate, vengono immerse in mare per circa 48 ore.
Questa pratica, documentata già in epoche remote, era diffusa nell’isola di Chios, in Grecia, dove i viticoltori sfruttavano l’acqua marina come elemento naturale per trasformare e proteggere il frutto. L’immersione delle uve in mare non è soltanto un gesto simbolico, ma un passaggio fondamentale che incide profondamente sul profilo del vino.
Il Pirasca nasce da uve Bosco, Albarola e Vermentino, le varietà tradizionali della DOC Cinque Terre, coltivate su terrazzamenti affacciati sul mare e lavorate con cura nel rispetto del territorio.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra tre realtà, tre eccellenze delle Cinque Terre: l’Ittiturismo SP4488 di Corniglia, la Cantina BarCa di Volastra di Manarola e l’Agriturismo Missanega di Monterosso. Un incontro di competenze, passione e identità territoriale che ha dato vita a un vino autentico e profondamente legato al suo luogo d’origine.
Il Pirasca è il frutto dell’amore per la propria terra e per le tradizioni, ma anche un tributo alla tenacia che da sempre caratterizza gli abitanti delle Cinque Terre, capaci di plasmare un paesaggio unico sfidando le difficoltà del territorio.
Il nome “Pirasca” nasce come omaggio a un amico che aveva fatto dell’amore per il mare e per questi luoghi la sua vita. Un ricordo che vive in ogni bottiglia, trasformando questo vino non solo in un prodotto d’eccellenza, ma in una storia da condividere.
Perfetto in abbinamento con piatti di pesce, crostacei e cucina mediterranea, il Pirasca non è semplicemente un vino: è un’esperienza sensoriale che evoca il vento salmastro, il sole e la memoria di un sapere antico riportato alla luce.